Gli anni ’40: guerra e ricostruzione

La guerra, l’occupazione tedesca, poi la Liberazione, la Repubblica, la Costituzione, la ricostruzione, l’avvento del “miracolo economico”: nel dopoguerra succede di tutto, sembra un secolo di storia racchiuso in pochi anni.
“Checco” più che un’osteria, appare come un luogo di ristoro morale, di protezione psicologica. Sarà sempre Trilussa il centro motore dell’osteria, colui che darà sostegno e speranza ai tantissimi commensali che “Da Checco” trovano un rifugio alle loro paure, ai loro timori, alle loro apprensioni.
Finisce la guerra, Roma ritorna libera, vince la Repubblica, ci sono le elezioni…è il 1948, Checco decide di lasciare il carretto e di motorizzarsi.


Sarà il Leoncino Fiat, uno status symbol del nuovo capitalismo industriale, a trasportare i barili di vino dai castelli all’osteria. Cominciano nuovi lavori: Checco allarga le dimensioni del locale, lo rinnova, lo abbellisce…ora è quasi un ristorante.


Si approssimano gli anni ’50, la guerra è alle spalle, l’Italia è in costruzione, la Capitale si rianima.

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