Gli anni ’60: nell’aria la “Dolce vita”

Cominciano gli anni della “Dolce vita”: sembra passata una vita dalla morte di Trilussa.
È il 1961 quando Checco scompare lasciando a Filippo la conduzione dell’osteria. Ma la notorietà e la popolarità di “Checco er carettiere” non conosce soluzione di continuità.
Un anno dopo scoppia lo scandalo del film “Lolita”: puntuali si presentano da “Checco” (in giorni rigorosamente diversi) James Mason e Peter Sellers. Che generazione di fenomeni! E’ emozionante il solo fatto di vederli in foto, seduti al tavolo in procinto di cenare. Semplicemente due miti.
Così come mitico è George Coleman, uno dei più grandi interpreti jazz di tutti i tempi, un autentico innovatore del jazz statunitense, sempre presente da “Checco” in ogni sua apparizione romana.

E sempre a proposito di figure celebri, un discorso a parte meritano Giorgio De Chirico e Francesco Messina, forse i più grandi artisti che “Checco” abbia avuto l’onore di accogliere. Entrambi “non romani” ma dalle continue frequentazioni con la “Città eterna”, De Chirico e Messina sono stati tra i più grandi interpreti dell’arte durante tutto il XX secolo.
Sia il primo (spesso in compagnia di Dirigenti del C.O.N.I), che il secondo (sempre accompagnato da alti prelati), hanno fatto omaggio di alcuni dipinti al “Sor” Pippo e alla sua famiglia: dipinti che sono gelosamente e orgogliosamente conservati dai figli.
Gli anni ’60 sono anche gli anni dell’”alienazione” prima e della “contestazione” dopo: Monica Vitti e Silvana Mangano, le attrici che hanno sintetizzano in “Deserto Rosso” e “Teorema” il malessere borghese, non sembrano affatto scontare depressione e incomunicabilità. Ridono come invasate insieme al “toscanaccio” Mario Monicelli, il grande padre della Commedia all’italiana.

Gli anni ’60, gli anni di Gianni Rivera, il primo mito italiano del calcio del dopoguerra, “pallone d’oro” nel 1969, proprio l’anno in cui fece visita al “Sor” Pippo.
È solo da un anno che il locale è stato ingrandito e rinnovato.
Giulio Andreotti è presente all’inaugurazione. Sarebbe stata inammissibile l’assenza del più longevo e discusso politico “romano de Roma”, mai dimentico di inviare (corrisposto) gli auguri di Natale a Pippo e famiglia. Sono gli anni della grande D.C., della ribellione studentesca, dell’”autunno caldo”: da “Checco”, però, c’è sempre la ressa.
Sono anche gli anni della musica leggera, di Mina e Battisti. Don Backy e Perry Como sono i più presenti.
Don Backy anima le serate col suo savoir-faire, Como si esibisce in una serata che resterà tra le più divertenti della storia di questo locale.
E poi ci sono Rita Pavone e il giovanissimo Stelvio Cipriani che duettano frequentemente.

Curiosa la storia del maestro Stelvio Cipriani, presentato a Filippo dal padre Mario con la “raccomandazione” di farlo esibire spesso in pubblico, visto il suo talento.
Talento che lo portò al successo con la colonna sonora di “Anonimo Veneziano”, film che ha portato alla notorietà il torvo ma bravissimo Tony Musante, un habitué incallito di questo ristorante. E a proposito di “personaggi” torvi, poteva mancare all’appello Franco Citti, uno degli emblemi della Roma cinematografara degli anni ’60? Ovviamente no. E a proposito di emblemi romani, seppure di ben altro spessore (ci perdoni il buon Franco!), non potevamo dimenticarci di Nino Manfredi, presente con il suo amico Franco Menasci, uno dei più importanti commercianti tessili romani.

È un’epoca in cui, però, i registi suscitano più interesse degli attori. La celebrità è Federico Fellini, il più geniale regista del dopoguerra.
Il “Grande maestro” viene sovente accompagnato da Richard Basehart (il protagonista de “La 14ima ora” di Henry Hathaway), attore con il quale ha lavorato assieme ne “Le notti di Cabiria” e nel controverso “Il bidone”.
Ma, a proposito di amicizie nate “sul lavoro”, è curiosa quella di Carlo Verdone con il pugile Francesco “Checco” Adinolfi, conosciutisi nel film “Grand Hotel Excelsior” del duo Castellano & Pipolo dove Adinolfi fa la parte di se stesso e Verdone quella di uno sfaticato e indolente pugile.
I due vengono da “Checco” rigorosamente insieme così come Gianni Minà, con il suo inseparabile amico, il “mito” Cassius Clay e Nicola Pietrangeli con il Principe Alberto Di Monaco.

Si parla di amicizie, commovente quella di un ormai malato Domenico Modugno con la trasteverina (solo d’adozione) Mara Venier. Indimenticabili le loro tavolate insieme ai figli del grande Mimmo, Marco e Massimo. Si parla di cantanti…Facendo una rassegna fra le varie epoche registriamo anche il “romanissimo” Sergio Centi, l’eterno giovane Tony Santagata, la bella Loretta Goggi.
Gli anni ’60 sono al tramonto, Henry Fonda, un simbolo dell’”American Dream” si accasa in Italia e frequenti sono le sue apparizioni da “Checco” con la moglie. Fa un certo effetto vedere un grande del cinema hollywoodiano sorridere divertito alle “schitarrate” di un istrionico Franco Franchi, originario della Trinacria ma emigrato presto a Roma per “sbarcare il lunario”. Più compassato il suo compagno Ciccio Ingrassia, ormai in una dimensione più “culturale” dopo l’incontro con Fellini e Petri.

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