Riflessioni di ferragosto

Come sempre i giorni che precedono la festa di ferragosto mi avvolgono di nostalgia e mi motivano sempre di più a portare avanti questa meravigliosa attività di famiglia, e, così come all’epoca faceva mia nonna  organizzo il menù tipico di ferragosto. zucchine ripiene, pomodori al riso,  pollo” d’aruspo” con i peperoni e per finire dell’ottimo cocomero fresco e zuccherino, e…., mentre sono concentrata nel mio lavoro vengo  infastidita da un commento di un ipotetico cliente il quale afferma: che è vero che la mia cucina e buona e genuina, ma , vista la crisi che si sta vivendo, e visto la difficoltà delle persone a percepire la differrenza fra una cucina fresca e di prima qualità da una più turistica  dovrei abbassare il livello della qualità a vantaggio di un prezzo più competitivo. Sul momento mi sconforto , ma, poi ripenso a tutti i miei storici clienti, e a quelli nuovi, a volte mandati da amici, a volte capitati per caso e alla loro faccia soddisfatta e ai loro palati appagati quando a fine pasto mi ringraziano per l’amatriciana più buona di Roma, o per la coda alla vaccinara, o per la pezza in padella, o per il tagliolino agli scampi,o il rombo con patate o alle verdure fresche e di stagione, ai carciofi romaneschi, alla cicoria di campo…e dallo sconforto passo alla consapevolezza:la qualità è la sola cosa che sò fare

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